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Il paradosso dell'esecuzione-fiducia: perché le prestazioni crollano prima che la fiducia venga meno

  • 9 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

I crolli delle prestazioni nello sport vengono spesso attribuiti a un'improvvisa perdita di fiducia. Allenatori, giocatori e analisti tendono a dire che un atleta "ha perso fiducia" o "si è sentito soffocare dalla pressione". Ma questa spiegazione comune trascura un punto cruciale: gli errori di esecuzione di solito si verificano prima che la fiducia crolli . Comprendere questa sequenza può aiutare i direttori sportivi e lo staff tecnico a identificare precocemente i problemi e a intervenire in modo più efficace.


Questo articolo analizza perché i problemi di performance iniziano con sottili errori di esecuzione, come la pressione influisce sul processo decisionale e cosa monitorano i team d'élite anziché solo la fiducia.

fiducia

Il mito che la fiducia fallisce per prima


Molti presumono che quando un atleta è in difficoltà, la sua fiducia in se stesso sia venuta meno. Questa idea è intuitiva: se non credi in te stesso, non otterrai buoni risultati. Eppure, la ricerca e l'esperienza pratica dimostrano che la fiducia in se stesso spesso rimane intatta fino a quando l'esecuzione non inizia a vacillare.


Ad esempio, un giocatore di basket potrebbe sentirsi ancora sicuro di sé quando si avvicina alla linea del tiro libero, ma il suo tempismo o la sua meccanica di tiro potrebbero peggiorare leggermente. Questi piccoli errori si accumulano, portando a tiri sbagliati. Solo dopo ripetuti fallimenti la fiducia del giocatore inizia a vacillare.


Questo malinteso porta gli allenatori a concentrarsi innanzitutto sull'aumento della fiducia in se stessi, trascurando talvolta le cause profonde dell'esecuzione e del processo decisionale.


Le fughe di notizie sulle esecuzioni anticipate non vengono colte dagli allenatori


Le perdite di esecuzione sono piccoli errori, spesso invisibili, che si verificano prima che qualcuno si accorga di un calo delle prestazioni. Tra questi:


  • Errori di cronometraggio : la partenza di uno sprinter è leggermente in ritardo, oppure lo swing di un tennista è in ritardo di pochi millisecondi.

  • Scorciatoie decisionali : sotto pressione, gli atleti potrebbero scegliere opzioni più semplici o abituali invece di quelle migliori.

  • Reazioni emotive eccessive : la frustrazione o l'ansia provocano movimenti affrettati o esitanti.

  • Confusione di ruolo : i giocatori perdono chiarezza sulle proprie responsabilità, il che porta a incomprensioni o esitazioni.


Queste perdite non causano un fallimento immediato, ma creano una base fragile. Gli allenatori che si concentrano solo sulla fiducia in se stessi potrebbero non accorgersi di questi segnali iniziali perché sono sottili e richiedono un'attenta osservazione o un'analisi video.


Come la pressione restringe le finestre decisionali


La pressione influisce sulla capacità del cervello di elaborare le informazioni in modo rapido e accurato. Quando la posta in gioco aumenta, gli atleti sperimentano un restringimento della loro finestra decisionale, ovvero il tempo a disposizione per percepire, elaborare e agire di conseguenza.


Questo restringimento provoca:


  • Decisioni più veloci ma meno accurate

  • Affidamento a risposte automatiche o abituali

  • Ridotta capacità di adattamento alle situazioni mutevoli


Ad esempio, un centrocampista sotto pressione potrebbe passare la palla velocemente senza cercare opzioni migliori. Questa scorciatoia può portare a palle perse o occasioni mancate.


La pressione non distrugge immediatamente la fiducia in se stessi. Al contrario, modifica il modo in cui gli atleti prendono le decisioni, spesso senza che se ne rendano conto, finché gli errori non si accumulano.


Perché gli atleti "si sentono bene" finché non lo sono più


Gli atleti spesso riferiscono di sentirsi sicuri e composti anche quando le loro prestazioni diminuiscono. Questa discrepanza si verifica perché la fiducia è una sensazione soggettiva, mentre l'esecuzione è un processo oggettivo.


Un atleta può sentirsi pronto e positivo, ma commettere comunque lievi errori di tempismo, posizionamento o processo decisionale. Questi errori si accumulano silenziosamente fino a quando un momento critico non li mette in luce, come un tiro sbagliato o un'azione fallita.


Questo spiega perché la fiducia in se stessi non sia un buon segnale di allarme precoce. Atleti e allenatori devono monitorare i comportamenti osservabili e i sistemi decisionali per individuare i problemi prima che la fiducia si esaurisca.


Cosa monitorano le squadre d'élite invece della fiducia


I team di punta e i direttori sportivi si concentrano su fattori di esecuzione misurabili, anziché aspettare che la fiducia diminuisca. Tra questi:


  • Metriche delle prestazioni : dati temporali, tassi di errore e accuratezza delle decisioni monitorati tramite video e sensori.

  • Modelli di comunicazione : monitorare la chiarezza con cui i giocatori comprendono ed eseguono i loro ruoli.

  • Regolazione emotiva : osservazione dei segnali di frustrazione o ansia che influenzano l'esecuzione.

  • Prendere decisioni sotto pressione : testare la risposta degli atleti in scenari simulati di alta pressione.


Ad esempio, una squadra di rugby potrebbe analizzare i tassi di successo nei placcaggi e la disciplina posizionale durante gli allenamenti e le partite. Se questi parametri diminuiscono, gli allenatori intervengono prima che la fiducia diventi un problema.


Concentrandosi sui sistemi di esecuzione e di decisione, i team possono mantenere la stabilità delle prestazioni ed evitare che la fiducia diventi un fattore limitante.



I crolli delle prestazioni iniziano con errori di esecuzione, non con una perdita improvvisa di fiducia. I direttori sportivi che comprendono questo paradosso possono diagnosticare meglio i problemi e supportare efficacemente gli atleti. La chiave è prestare attenzione alle perdite di esecuzione iniziali, riconoscere come la pressione restringa le finestre decisionali e monitorare gli indicatori di prestazione oggettivi.


 
 
 

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